DI CARTA. EDIZIONI E FOGLI DI PREGIO TRA ANTICO E CONTEMPORANEO

11 ottobre 2018 – 3 febbraio 2019

Di carta

Date: dal 11.10.2018 al 03.02.2019

Orari:

Lunedì, Martedì, Giovedi, Venerdì:
dalle ore 09.00 alle 18.00

Sabato – Domenica:
dalle ore 10.00 alle ore 19.00

Mercoledì chiuso

Ingresso: la visita alla Mostra è  compresa nel costo del biglietto d’ingresso al Museo

Per info: + 39 011 034 30 90 / info@officinadellascrittura.it

Officina della Scrittura continua nella sua intensa attività espositiva aprendo la sesta rassegna in meno di due anni, espressione di una continua ricerca di percorsi di approfondimento sulle tematiche care al Museo. Il nuovo progetto prosegue l’intenzione di celebrare per tutto il 2018 il binomio simbolico “Carta e Penna”, tema già centrale nella precedente mostra “Liber Fare. La collezione di libri d’artista dell’Accademia di Belle Arti di Palermo” e da intendersi come preparatorio rispetto alle molte iniziative previste per il Centenario di Aurora Penne (1919-2019), storico marchio torinese nella cui Manifattura è ospitato il Museo.

La mostra “DI CARTA”, nata da un’idea di Paola Gribaudo e il cui progetto scientifico è stato affidato a Pierluca Nardoni, giovane autore di esposizioni di successo come “Ejzenstejn. La rivoluzione delle immagini” alle Gallerie degli Uffizi, e a Maria Gioia Tavoni, storica del libro di fama internazionale, prende vita lungo il percorso museale un vero e proprio excursus sulle potenzialità della carta lavorata a mano esplorate da cartai, tipografi ed artisti di ogni epoca, guidando il pubblico alla riscoperta del fascino estetico e del piacere sensoriale di un materiale raffinato e polivalente, che di frequente viene dato per scontato o, peggio, per spacciato.

«La carta e la scrittura a mano – afferma Cesare Verona, patron di Aurora – fanno parte dell’Uomo, della sua storia come del suo futuro. Troppo spesso e da troppe direzioni il loro valore viene messo in dubbio». La mostra, che ha ricevuto il sostegno di importanti associazioni e aziende del settore, come l’Associazione Italiana dei Musei della Carta e della Stampa (AIMSC), Fedrigoni e Fabriano, contribuirà a portare su tali aspetti attenzione e curiosità, anche grazie ad una ricca programmazione di attività laboratoriali e di approfondimento sul tema.

L’evento espositivo proporrà infatti sei sezioni all’interno delle quali le funzioni estetiche della carta si presentano in alcuni momenti esemplari. A cominciare dal mondo della creatività per i più piccoli, che unirà le preziose silhouette colorate di Clementina Mingozzi, sempre a cavallo tra l’illustrazione a l’animazione live delle ombre cinesi, ai découpage di Giulio Gianini ed Emanuele Luzzati, celebre coppia della “carta animata” italiana, presente in mostra con alcuni dei più famosi film e con le relative tavole di ritagli originali.

Ai colori sgargianti di queste esperienze farà riscontro la purezza tradizionale della carta lavorata al tino, colta nel suo multiforme rapporto col segno e con la scrittura. Si tratta di un itinerario tra antico e moderno che partirà con una serie di carte filigranate selezionate tra il XV e il XX secolo: sigillo di proprietà o vero e proprio marchio di fabbrica di una cartiera, la filigrana è il segno anonimo e “segreto” che entra nell’anima di un foglio di carta artigianale e lo caratterizza nella sua unicità.

Da qui si passerà a una sezione sulla grafica d’arte, che tra incisioni e litografie svelerà il rapporto con la carta di alcuni importanti artisti tra Otto e Novecento, da Katsushika Hokusai ad alcuni grandi italiani da riscoprire come Emilio Mantelli e Antonello Moroni.

Il viaggio toccherà poi i lidi delle edizioni librarie in carte speciali, in primis quelle della stamperia del piemontese Giambattista Bodoni. La carta delle edizioni bodoniane, ancora disinteressata alle logiche della produzione industriale, veniva scelta personalmente dallo stesso Bodoni tra alcune eccellenze “fatte a mano” e destinata a impreziosire le diverse edizioni di uno stesso volume, tra fogli lisci come la seta, o dalle dimensioni eccezionali, o ancora, magari, colorati.

Si tratta di un aspetto poco noto dell’arte tipografica bodoniana, cui si collega, in una sezione successiva, una selezione di volumi della Alberto Tallone Editore, erede designata di quella straordinaria esperienza. Anche in questo caso la carta aggiunge grande valore estetico e sensoriale al libro, per una selezione persino più varia e consapevole di quella bodoniana: si potrà ammirare, tra le altre, la carta della Cina imperiale di fine Ottocento di un Gargantua et Pantagruel del 1949, oppure quella Misumi del Giappone adottata per un recente Silenzio di Giuseppe Ungaretti.

L’ultima tappa dell’esposizione vedrà protagonista una selezione di veri e propri libri d’artista e libri oggetto, nei quali artisti degli ultimi cinquant’anni hanno reso la carta al tino assoluta protagonista della loro opera. Si andrà dunque dal genius loci Ezio Gribaudo e da Renzo Sommaruga, entrambi complesse figure di editori-pittori, fino a presenze internazionali come Alina Kalczyska Scheiwiller o Catherine Bolle, passando per Giulia Napoleone.

La mostra, attraverso la ricchezza degli spunti proposti, auspica che la carta e il libro possano ritornare ad essere il veicolo di trasmissione di cultura e di comprensione, recuperando il significato originale del “sapere”, così congiunto al “sapore” da farci riscoprire un gusto, un olfatto e, in questo caso più che mai, un tatto.

 

 

LIFE TRACKS di Sher Avner

11 ottobre 2018 – 28 febbraio 2019

Life tracks

Date: dal 11.10.2018 al 28.02.2019

Orari:

Lunedì, Martedì, Giovedi, Venerdì:
dalle ore 09.00 alle 18.00

Sabato – Domenica:
dalle ore 10.00 alle ore 19.00

Mercoledì chiuso

Ingresso: la visita alla Mostra è  compresa nel costo del biglietto d’ingresso al Museo

Per info: + 39 011 034 30 90 / info@officinadellascrittura.it

Un intreccio di segni, profondi solchi ed intarsi raffinati in cui prende vita il dramma dell’esistenza. Queste le ragioni che portano l’opera dell’artista ed architetto israeliano Sher Avener in Officina della Scrittura.

Sher Averner approda a Torino con oltre 40 opere di straordinario impatto dopo il successo della personale “Bridge Palermo Jerusalem”, tenutasi dal 14 giugno al 31 agosto 2018 nel complesso monumentale dello Steri, a Palermo, nell’ambito delle iniziative promosse per Palermo Capitale della Cultura 2018.

La mostra “LIFE TRACKS”, curata da Ermanno Tedeschi, sarà suddivisa in due sedi:

  • in Officina della Scrittura, dove saranno esposte opere di grande formato compresi quattro grandi obelischi e due splendide masharabiya sarà inaugurata il 10 ottobre alle 18.30 e aperta al pubblico dall’11 ottobre al 28 febbraio;
  • alla Galleria Zabert di Roberto Grasselli, importante hub dell’arte contemporanea torinese, troveranno spazio a seguito dell’inaugurazione del 9 ottobre alle 18.30 importanti tavole incise e toccanti installazioni scultoree intrise di spiritualità ed intimismo.

Comune denominatore di tutta l’opera di Sher Avner sono i segni potenti e drammatici che prendono vita in opere di formato talvolta monumentale, per esprimere l’urgenza delle tematiche legate al dramma della migrazione e dei rifugiati, della guerra e delle sue miserie. “Per oltre 20 anni – dichiara l’artista – ho esplorato il tema della distruzione degli edifici e delle conseguenze inaspettate delle ricostruzioni a partire da caos, confrontando passato e presente, storia, archeologia e memoria”.

La scelta del sughero come supporto è dovuta alle sue caratteristiche intrinseche di resistenza di fronte ai traumi: l’albero di sughero non brucia negli incendi boschivi (si annerisce, ma sopravvive e continua a crescere); inoltre, ogni nove anni la corteccia è staccata dal corpo, lasciando esposto un nucleo, un mondo interiore che rappresenta origini e desideri. Ermanno Tedeschi, curatore attento alla valorizzazione delle eccellenze culturali ebraiche ed israeliane spiega: “È una metafora delle tragedie che la civilizzazione e le religioni è costretta a subire ripetutamente, pur resistendogli e continuando nella sua evoluzione”.

Sher Avner segna il sughero con un processo di appropriazione che include bruciature, incisioni e violente esportazione di materiale, tinture a base di materiali insoliti come vino, detersivo per bucato, inchiostro e ketchup. Il risultato è un materiale storicizzato, sofferto, come una pergamena torturata da macchie, lacrime e graffi.

La mostra gode del patrocinio degli enti locali, dalla Regione Piemonte alla Città Metropolitana e la Città di Torino, alla Circoscrizione 6, nonché dell’Ambasciata di Israele, del Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah (MEIS), della Fondazione Italia-Israele per la Cultura e le Arti.

Una provocazione, un corto circuito del senso comune, mettere a confronto un supporto inusuale come il sughero con il binomio simbolico “Carta e Penna”, tema celebrato per tutto il 2018 nel Museo e che diventa vera e propria fenomenologia nella mostra “Di Carta. Edizioni e fogli preziosi tra antico e contemporaneo”, che condivide gli spazi espositivi fino al 3 febbraio 2019. Entrambe le mostre sono parte degli eventi immaginati per il Centenario di Aurora Penne (1919-2019), storico marchio torinese nella cui Manifattura è ospitato il Museo.

In occasione della mostra torinese, come già avvenuto per le opere con le mappe della Città Vecchia – dove convivono i siti sacri alle tre principali religioni monoteiste concentrati in meno di un chilometro quadrato -, Sher realizzerà nuove opere ad hoc, lavorando su riproduzioni di carte antiche della città di Torino, specialmente dei luoghi simbolo del centro storico, dell’ex ghetto ebraico e dell’Abbadia di Stura, su cui rintraccerà i segni della Storia, fondendoli con i nuovi contorni della modernità.