AURORA ETERNA

31 maggio 2019 – 31 gennaio 2020

Aurora Eterna

Date: dal 31.05.2019 al 31.01.2020

Orari:

Lunedì, Martedì, Giovedi, Venerdì:
dalle ore 09.00 alle 18.00

Sabato – Domenica:
dalle ore 10.00 alle ore 19.00

Mercoledì chiuso

Ingresso: la visita alla Mostra è compresa nel costo del biglietto d’ingresso al Museo

Per info: + 39 011 034 30 90 / info@officinadellascrittura.it

“A chi crede al Segno dei Sogni”
Cesare Verona, Presidente e Amministratore Delegato di Aurora

“Un percorso concettuale e allegro, un’estetica minimalista e luminosa. Un racconto che attraversa l’arte, il design e la storia di questi 100 anni. Aurora eterna!”
Cécile Angelini, curatrice della mostra

Officina della Scrittura è lieta di presentare la sua nuova mostra, “Aurora ETERNA”, ideata in occasione dei cento anni di Aurora, la storica Manifattura torinese di penne, ambasciatrice nel mondo del Made in Italy d’eccellenza.

L’esposizione mette a confronto la storia centenaria della famosa azienda, entro le cui mura sorge dal 2016 anche il Museo Officina della Scrittura, con il corso degli eventi politici, culturali e artistici dell’Italia e non solo dal 1919 al 2019.

Per ogni decade, un dialogo malizioso è stabilito tra due linee del tempo – il mondo di Aurora e l’aurora del Mondo – mentre una penna iconica condivide lo spazio con opere d’arte, oggetti di design e documenti storici.

Ogni sezione della mostra viene pensata come una singola “aurora”, fatta di eventi e di oggetti che hanno lasciato il proprio segno nel mondo entrando nella Storia.

Dieci le penne iconiche scelte per rappresentare la creatività della Manifattura Aurora: dalla R.A.00 (Rientrante Aurora) una piccolissima penna stilografica in ebanite di nemmeno 6 centimetri pensata per essere portata al polso dalle debuttanti dei primi anni ’20 per agevolarle nella compilazione del carnet di ballo; alla successiva R.A.3 Egizia degli anni ‘30 laminata d’oro con fregi che ricordano l’antico Egitto. Dall’Asterope che si apre e si chiude con una sola mano dedicata agli uomini d’affari degli anni ’40 con poco tempo a disposizione; all’Aurora 88, la straordinaria penna creata con Marcello Nizzoli nel ’47 e tuttora in produzione. Non poteva mancare la mitica Auretta frutto della collaborazione con Albe Steiner, ospite fissa negli zaini degli studenti negli anni ’60; né tantomeno le iconiche Hastil e Thesi disegnate da Marco Zanuso negli anni ‘70 e da allora esposte al Moma di New York. Per finire un tributo alle creazioni più recenti: Ipsilon, la penna dal fermaglio inconfondibile realizzata in collaborazione con Giampiero Bodino; Optima, l’attualizzazione di una penna degli anni ’30 caratterizzata da un’originale greca sull’anello e infine una Giuseppe Verdi simbolo delle creazioni più prestigiose e più preziose della maison.

Un ritratto di Marilyn di Philippe Halsman discorre con un modellino di aereo firmato Carlo Mollino, la Pipistrello di Gae Aulenti illumina la Panton Chair di Verner Panton, una litografia di Giorgio De Chirico incontra un manifesto di Sol LeWitt e un porta-oggetti di Joe Colombo; i quadri di Bruce Nauman contemplano il Tempo libero di Bruno Munari. Sono anche presenti opere di BHQF, David Delruelle, Peter Downsbrough, Lotta Hannernz, Albert Peppermans, Kelly Schacht e Nari Ward, insieme a corrispondenze e documenti di Gabriele d’Annunzio, Carlo Biscaretti di Ruffia e Gio Ponti.

Tante fotografie storiche e oggetti particolari completano questa ricca collezione, resa possibile grazie alla collaborazione di enti culturali italiani come il Centro di Conservazione e di Restauro La Venaria Reale, la Fondazione Camera, la Comunità Ebraica di Torino, Casa Mollino, L’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti di Venezia, il Museo dell’Automobile di Torino (MAUTO), Girolamo Luxardo S.p.A, le Officine Grande Riparazioni (OGR), Studio Pepe, Noire Gallery, Art to Date, Ansa e di collezionisti privati.

L’ultima decade – del 2019 – è costituita da lettere dedicate al museo, scritte a macchina oppure a mano (naturalmente con una penna Aurora) da artisti e autori internazionali come Emilia Azcárate, Paolo Babbiotti, Pascale Barret, Louise Bellamy, Leonardo Caffo, Lieven De Boeck, Hannah De Corte, Gian Giacomo Della Porta, Georges Didi-Huberman, Sébastien Fayard, Fred Forest, Michel François, Régis Gonzalez, Francesco Granieri, Ezio Gribaudo, Giorgio Griffa, Arturo Herrera, Emilio Isgrò, Pierre Jourde, Selçuk Mutlu, Giulio Paolini, Fabienne Radi, Stéphanie Roland, Rayyane Tabet, Agnès Thurnauer, David Tremlett.

Una mostra su Aurora vista attraverso l’arte, il design e la storia.

Aurora ETERNA propone, così, una nuova lettura – estetica – di questi ultimi cento anni, ma anche dei prossimi cento.

 

 

UN TASTO ITALIANO. Remington e Cesare Verona a Torino

31 maggio 2019 – 31 gennaio 2020

Remington Tasto Italiano

Date: dal 31.05.2019 al 31.01.2020

Orari:

Lunedì, Martedì, Giovedi, Venerdì:
dalle ore 09.00 alle 18.00

Sabato – Domenica:
dalle ore 10.00 alle ore 19.00

Mercoledì chiuso

Ingresso: la visita alla Mostra è compresa nel costo del biglietto d’ingresso al Museo

Per info: + 39 011 034 30 90 / info@officinadellascrittura.it

“Un tributo alla fantasia, alla perseveranza, alla determinazione e alla tenacia di mio bisnonno Cesare”
Cesare Verona

“Una mostra che rende omaggio ad un personaggio fondamentale per la scrittura a macchina in Italia, che merita di essere ricordato e valorizzato”

Valentina Lombardo

“Un’esposizione dedicata ad un uomo e imprenditore che si proponeva non solo di produrre bene, ma anche di anticipare il futuro, inventandolo”

Domenico Scarzello

UN TASTO ITALIANO. Remington e Cesare Verona a Torino è una mostra che raccoglie oggetti e documenti legati alla storia delle macchine per scrivere Remington, di cui Cesare Verona Sr è stato concessionario unico per l’Italia.
Si tratta del primo vero avvicinamento della famiglia Verona nei confronti della scrittura.

La Remington ha il primato di essere la società che ha creato la prima macchina per scrivere industriale nel 1873. Uno dei primi utenti delle macchine per scrivere prodotte dalla società era nientemeno che Mark Twain il primo scrittore a produrre un manoscritto dattiloscritto.

L’esposizione si snoda nel percorso espositivo di Officina della Scrittura e dialoga con la collezione permanente, in uno scambio continuo che ha come filo conduttore il segno. Si possono ammirare macchine per scrivere che hanno segnato un’epoca, dalla Sholes e Glidden, la prima macchina industriale al mondo, che aveva caratteristiche ancora oggi in uso su ogni singola tastiera di computer, fino ad arrivare alle più moderne portatili, passando per la Remington Standard N.5, la prima venduta da Cesare Verona. Sholes ha inventato la macchina per scrivere come la conosciamo oggi, introducendo il layout QWERTY.

In mostra si possono ammirare le macchine della collezione Verona e della collezione di Domenico Scarzello, Presidente di CompuItalia Associazione Italiana Collezionisti Macchine per Ufficio.

La prima sala, di introduzione all’esposizione, raccoglie esempi di altri oggetti commercializzati da Cesare Verona, come le macchine da scrivere Monroe, Corona, Smith Premier, Monarch, i mimeografi Edison, i calcolatori Kuhrt, Facit, Monroe, Gardner, Alfa-Inzadi, Friden… e tanto ancora, allargando la propria attività in tutte le direzioni attinenti agli strumenti di scrittura, aprendo più di cento filiali e laboratori in tutte le maggiori città italiane.
Su molte macchine troviamo la cosiddetta chiocciola “di internet” e l’invito al visitatore è quello di riconoscerla fra le tante Remington esposte.
All’interno del percorso il visitatore è accompagnato in un viaggio nel tempo, alla scoperta, non solo delle macchine per scrivere, ma anche di tutti gli oggetti ad essa collegati, come i nastri dell’inchiostro, i manuali di funzionamento e soprattutto pubblicità, cartoline d’epoca e documenti commerciali strettamente legati alla Remington e alla figura di Cesare Verona Sr.