LIBER FARE

3 maggio 2018 – 23 settembre 2018

Mostra Libri d'Arte

 

Date: dal 01.10.2017 al 14.01.2018

Orari:

Lunedì, Martedì, Giovedi, Venerdì:
dalle ore 09.00 alle 18.00

Sabato – Domenica:
dalle ore 10.00 alle ore 19.00

Mercoledì chiuso

Ingresso: la visita alla Mostra è  compresa nel costo del biglietto d’ingresso al Museo

Per info: + 39 011 034 30 90 / info@officinadellascrittura.it

Per la prima volta a Torino 150 opere della collezione dei Libri d’Artista dell’Accademia di Belle Arti di Palermo saranno esposte presso Officina della Scrittura, il primo museo al mondo interamente dedicato al Segno e alla Scrittura. Il progetto torinese nasce da un’idea di Ermanno Tedeschi, curatore dello spazio dedicato alle esposizioni temporanee di Officina della Scrittura.

La mostra LIBER FARE, curata da Gianna Di Piazza, Toni Romanelli, Mario Zito, Ermanno Tedeschi e Flavia Alaimo, s’inserisce perfettamente nel tema scelto da Officina della Scrittura per il programma 2018. Il binomio simbolico “Carta e Penna” costituisce infatti quello specifico oggetto d’arte fatto di segni e disegni che diventano parole, linguaggio, narrazione che, pur mantenendo la sua forma originale, si trasforma in oggetto estetico. “L’iniziativa trova in Officina della Scrittura una perfetta dimora – dice Cesare Verona, Presidente e Amministratore Delegato della Manifattura Penne Aurora -, la maestria e la creatività degli artisti che hanno realizzato le opere in mostra, professori illustri della prestigiosa Accademia di Belle Arti di Palermo, artisti di caratura internazionale, incontrano la vocazione al Bello degli artigiani di Aurora e si fanno portavoce dei valori del Museo del Segno”.

L’Accademia di Belle Arti di Palermo è la prima Istituzione di Alta Cultura ad avere una collezione contemporanea di Libri d’Artista. “La pluralità dei mezzi e dei linguaggi proposti – dice il direttore dell’Accademia, Mario Zito – riflette il fervido clima che contraddistingue l’attuale assetto didattico e formativo della nostra Istituzione che, mediante il confronto dialettico, nell’ambito delle varie specificità disciplinari, cerca di rispondere efficacemente alle poetiche che attraversano i territori dell’arte contemporanea”.
Nata nel 2012 da un’idea di Toni Romanelli con il fine di costruire la memoria attraverso il Libro d’Artista ed esposta già 12 volte, “è una collezione in costante ampliamento intesa come un corpo artistico vivo, dal grande valore sociale” – come spiega l’ideatore. Si tratta di opere concettuali, dipinti tridimensionali, sculture da sfogliare, archivi, foto, collage, segni e disegni: un universo linguistico multiforme e ibrido da cui lasciarsi conquistare.

 

 

ELOGIO DELLA MANO

3 maggio 2018 – 23 settembre 2018

Mostra fotografica

 

Date: dal 01.10.2017 al 14.01.2018

Orari:

Lunedì, Martedì, Giovedi, Venerdì:
dalle ore 09.00 alle 18.00

Sabato – Domenica:
dalle ore 10.00 alle ore 19.00

Mercoledì chiuso

Ingresso: la visita alla Mostra è  compresa nel costo del biglietto d’ingresso al Museo

Per info: + 39 011 034 30 90 / info@officinadellascrittura.it

Officina della Scrittura, nella sua continua esplorazione delle tematiche legate al Segno, inaugura la sua prima mostra fotografica: “Elogio della mano”. Il noto duo torinese Gioberto Noro, al secolo Sergio Gioberto e Marilena Noro, ha reso omaggio all’antica sapienza artigiana, realizzando per l’occasione 15 scatti all’interno della quasi centenaria Manifattura Aurora Penne.
Questo nuovo approccio al Segno è nato dalla collaborazione con Fo.To – Fotografi a Torino, una manifestazione che propone un fitto calendario di mostre e di eventi legati al mondo fotografico, mettendo in rete oltre 70 strutture cittadine: si va da spazi storici come il Museo del Cinema, il Museo del Risorgimento, Palazzo Chiablese fino a quelli di più recente apertura, come il Museo Ettore Fico.

«Fotografia è, letteralmente, “scrivere con la luce”» spiega Cesare Verona, Amministratore Delegato e Presidente di Aurora Penne, che poco più di un anno fa ha inaugurato Officina della Scrittura e che ha accolto da allora ben quattro mostre d’arte «non solo è Arte, ma è tecnica, saper fare, saper lasciare una traccia. E come l’alto artigianato italiano è un sapere eccezionale da elogiare e da custodire per non rischiarne la dispersione e l’oblio».

Una sensibilità condivisa con l’Ecomuseo del Freidano, importante hub culturale “aperto”, con sede nel Comune di Settimo Torinese, che fonda la sua attività sull’intreccio fra le caratteristiche naturali del contesto di riferimento, le sue vicende storiche e la crescita infrastrutturale e tecnologica che in esso sono avvenute.
Da qui l’idea di collaborare, mettendo “a fuoco” il sapere racchiuso nella produzione degli strumenti da scrittura, profondamente e storicamente legato al territorio della periferia di Torino, affidando l’infrastruttura critica della mostra alla competenza di Vito Antonio Lupo, autore di saggi ed esperto di paesaggio industriale che opera sul progetto ecomuseale per la Fondazione Esperienze di Cultura Metropolitana.

15 scatti in mostra: in un’epoca di mestieri e saperi in via di estinzione, documentare il ruolo delle mani nei processi produttivi e la loro posizione nelle sequenze delle lavorazioni è un gesto tutt’altro che banale. Attraverso l’obiettivo di Gioberto Noro viene resa possibile la conservazione stessa di un patrimonio intangibile collettivo.
E a questo si unisce una vera e propria esaltazione dello strumento-mano, fin dal titolo, citazione del celebre saggio di Henry Focillon: “la mano tocca l’universo, lo sente, lo domina, lo trasforma. A lei si debbono straordinarie avventure nella materia. Non le basta afferrare ciò che è: deve operare a ciò che non è, deve aggiungere un nuovo regno ai regni della natura”. È un intero alfabeto. E’ un sillabario. E’ un ponte fra pensiero e scrittura; fra pensiero e disegno.

GIOBERTO NORO
(Sergio Gioberto 1952, Torino – Marilena Noro 1961, Rosta. Vivono e lavorano a Torino)
La fotografia, medium oggetto della loro indagine, è vista sia come peculiare espressione dell’alienazione dell’Occidente, sia come possibilità di recupero della realtà fisica. I due artisti operano facendo dialogare il selvatico con il domestico, il caos con l’ordine, l’orientamento con il disorientamento, l’aleatorio con il concreto. Confronto dialettico come anima della realtà. Durante la loro formazione entrano in contatto con: il Teatr Laboratorium di Jerzy Grotowski; il Living Theatre di Julian Beck; il fotografo Frank Horvat, del quale sono stati allievi ed assistenti; il Metodo Strasberg di Lee Strasberg; il Ballett Frankfurt di William Forsythe; il Metodo Feuerstein di Reuven Feurestein.