Tutte le mostre che abbiamo avuto il piacere di ospitare in Officina della Scrittura.

 

ELOGIO DELLA MANO / dal 04.05.2018 al 23.09.2018

Mostra fotograficaOfficina della Scrittura, nella sua continua esplorazione delle tematiche legate al Segno, inaugura la sua prima mostra fotografica: “Elogio della mano”. Il noto duo torinese Gioberto Noro, al secolo Sergio Gioberto e Marilena Noro, ha reso omaggio all’antica sapienza artigiana, realizzando per l’occasione 15 scatti all’interno della quasi centenaria Manifattura Aurora Penne.

Questo nuovo approccio al Segno è nato dalla collaborazione con Fo.To – Fotografi a Torino, una manifestazione che propone un fitto calendario di mostre e di eventi legati al mondo fotografico, mettendo in rete oltre 70 strutture cittadine: si va da spazi storici come il Museo del Cinema, il Museo del Risorgimento, Palazzo Chiablese fino a quelli di più recente apertura, come il Museo Ettore Fico.

«Fotografia è, letteralmente, “scrivere con la luce”» spiega Cesare Verona, Amministratore Delegato e Presidente di Aurora Penne, che poco più di un anno fa ha inaugurato Officina della Scrittura e che ha accolto da allora ben quattro mostre d’arte «non solo è Arte, ma è tecnica, saper fare, saper lasciare una traccia. E come l’alto artigianato italiano è un sapere eccezionale da elogiare e da custodire per non rischiarne la dispersione e l’oblio».

Una sensibilità condivisa con l’Ecomuseo del Freidano, importante hub culturale “aperto”, con sede nel Comune di Settimo Torinese, che fonda la sua attività sull’intreccio fra le caratteristiche naturali del contesto di riferimento, le sue vicende storiche e la crescita infrastrutturale e tecnologica che in esso sono avvenute.
Da qui l’idea di collaborare, mettendo “a fuoco” il sapere racchiuso nella produzione degli strumenti da scrittura, profondamente e storicamente legato al territorio della periferia di Torino, affidando l’infrastruttura critica della mostra alla competenza di Vito Antonio Lupo, autore di saggi ed esperto di paesaggio industriale che opera sul progetto ecomuseale per la Fondazione Esperienze di Cultura Metropolitana.

15 scatti in mostra: in un’epoca di mestieri e saperi in via di estinzione, documentare il ruolo delle mani nei processi produttivi e la loro posizione nelle sequenze delle lavorazioni è un gesto tutt’altro che banale. Attraverso l’obiettivo di Gioberto Noro viene resa possibile la conservazione stessa di un patrimonio intangibile collettivo.
E a questo si unisce una vera e propria esaltazione dello strumento-mano, fin dal titolo, citazione del celebre saggio di Henry Focillon: “la mano tocca l’universo, lo sente, lo domina, lo trasforma. A lei si debbono straordinarie avventure nella materia. Non le basta afferrare ciò che è: deve operare a ciò che non è, deve aggiungere un nuovo regno ai regni della natura”. È un intero alfabeto. E’ un sillabario. E’ un ponte fra pensiero e scrittura; fra pensiero e disegno.

GIOBERTO NORO
(Sergio Gioberto 1952, Torino – Marilena Noro 1961, Rosta. Vivono e lavorano a Torino)
La fotografia, medium oggetto della loro indagine, è vista sia come peculiare espressione dell’alienazione dell’Occidente, sia come possibilità di recupero della realtà fisica. I due artisti operano facendo dialogare il selvatico con il domestico, il caos con l’ordine, l’orientamento con il disorientamento, l’aleatorio con il concreto. Confronto dialettico come anima della realtà. Durante la loro formazione entrano in contatto con: il Teatr Laboratorium di Jerzy Grotowski; il Living Theatre di Julian Beck; il fotografo Frank Horvat, del quale sono stati allievi ed assistenti; il Metodo Strasberg di Lee Strasberg; il Ballett Frankfurt di William Forsythe; il Metodo Feuerstein di Reuven Feurestein.

 

 

LIBER FARE / dal 09.03.2018 al 23.09.2018

Mostra Libri d'ArtePer la prima volta a Torino 150 opere della collezione dei Libri d’Artista dell’Accademia di Belle Arti di Palermo saranno esposte presso Officina della Scrittura, il primo museo al mondo interamente dedicato al Segno e alla Scrittura. Il progetto torinese nasce da un’idea di Ermanno Tedeschi, curatore dello spazio dedicato alle esposizioni temporanee di Officina della Scrittura.

La mostra LIBER FARE, curata da Gianna Di Piazza, Toni Romanelli, Mario Zito, Ermanno Tedeschi e Flavia Alaimo, s’inserisce perfettamente nel tema scelto da Officina della Scrittura per il programma 2018. Il binomio simbolico “Carta e Penna” costituisce infatti quello specifico oggetto d’arte fatto di segni e disegni che diventano parole, linguaggio, narrazione che, pur mantenendo la sua forma originale, si trasforma in oggetto estetico. “L’iniziativa trova in Officina della Scrittura una perfetta dimora – dice Cesare Verona, Presidente e Amministratore Delegato della Manifattura Penne Aurora -, la maestria e la creatività degli artisti che hanno realizzato le opere in mostra, professori illustri della prestigiosa Accademia di Belle Arti di Palermo, artisti di caratura internazionale, incontrano la vocazione al Bello degli artigiani di Aurora e si fanno portavoce dei valori del Museo del Segno”.

L’Accademia di Belle Arti di Palermo è la prima Istituzione di Alta Cultura ad avere una collezione contemporanea di Libri d’Artista. “La pluralità dei mezzi e dei linguaggi proposti – dice il direttore dell’Accademia, Mario Zito – riflette il fervido clima che contraddistingue l’attuale assetto didattico e formativo della nostra Istituzione che, mediante il confronto dialettico, nell’ambito delle varie specificità disciplinari, cerca di rispondere efficacemente alle poetiche che attraversano i territori dell’arte contemporanea”.
Nata nel 2012 da un’idea di Toni Romanelli con il fine di costruire la memoria attraverso il Libro d’Artista ed esposta già 12 volte, “è una collezione in costante ampliamento intesa come un corpo artistico vivo, dal grande valore sociale” – come spiega l’ideatore. Si tratta di opere concettuali, dipinti tridimensionali, sculture da sfogliare, archivi, foto, collage, segni e disegni: un universo linguistico multiforme e ibrido da cui lasciarsi conquistare.

 

LA FUNZIONE DEL BELLO NELL’ARTE / dal 17.02.2018 al 21.03.2018

Meneghetti International Art PrizeEcco la quarta mostra realizzata in poco più di un anno di vita dal Museo del Segno e della Scrittura nel Segno delle promesse dell’arte contemporanea internazionale.

Nella sala mostre dell’Officina della Scrittura sono allestite le opere dei finalisti del Meneghetti International Art Prize, un prestigioso premio internazionale istituito dalla Fondazione di Ricerca Scientifica ed Umanistica Antonio Meneghetti, con la finalità di promuovere l’espressione artistica come anelito universale al bello, non solo nella pittura e nella scultura, ma anche nel design e nella moda.

Il successo del Premio è testimoniato dalle centinaia di adesioni, da parte di artisti provenienti da tutti i Paesi del mondo, che hanno così offerto una rappresentazione originale e sfaccettata del concetto di bellezza, permettendo all’osservatore di compiere un avvincente viaggio nei segni e linguaggi universali dell’arte.

La giuria che ha selezionato le opere è presieduta da Pamela Bernabei, Presidente della Fondazione, ed è composta da autorità internazionali in campo artistico: Bruna Biamino, coordinatore del Dipartimento di Fotografia dello IED di Torino; Riccardo Cordero, Scultore, artista, già docente presso Accademia delle Belle Arti di Torino; Masayuki Koorida, Direttore dello Shanghai Sculpture Center; Franco Marrocco, Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Brera; Licia Mattioli, Vice Presidente per l’Internazionalizzazione – Confindustria e A.D. Mattioli SpA; Werner Meyer, Direttore del Museo Kunsthalle Göppingen; Tom Moran, capo Curatore Grounds for Sculpture di Hamilton, New Jersey; Ermanno Tedeschi, Direttore artistico della Fondazione Meneghetti e critico d’arte.

I finalisti del premio provengono da 14 Paesi: Italia, Brasile, Cina, Germania, Gran Bretagna, India, Iran, Israele, Lettonia, Malesia, Messico, Repubblica Ceca, Spagna e Svizzera. Dato il forte richiamo che Officina della Scrittura esercita sui ragazzi, anche grazie alle sue numerose attività didattiche, la giuria ha deciso di esporre anche le creazioni di due giovanissimi talenti, rispettivamente di 9 e 10 anni.

Le opere più rappresentative dell’arte di Antonio Meneghetti fanno inoltre da linea guida al percorso della mostra, sottolineando l’impegno dell’omonima Fondazione nell’ambito della promozione del Bello nell’Arte. La mostra si sposterà a giugno, per la premiazione di questa prima edizione del concorso, nel borgo umbro di Lizori, uno dei rarissimi borghi triangolari di pendio, oggi perfettamente preservati in Italia grazie al magistrale lavoro di recupero operato dalla Fondazione.

 

 

STREET ARTS VOLANT! TRA WRITERS, MURALES E PERIFERIE URBANE / dal 1.10.2017 al 14.01.2018

 

Street Art

Terza mostra per l’Officina della Scrittura, che celebra così il suo primo anno di attività: il 1° ottobre 2017 inaugura “Street Arts Volant!”, curata da Ermanno Tedeschi, un tributo alle diverse forme di “arte di strada” e uno spunto per interrogarsi sul legame della Street Art con le periferie urbane post-industriali e sul suo essere in potenza strumento di deturpamento e contemporaneamente di riqualificazione di tali aree.

Quello che per molti è – e non si nega che in molti casi rimanga – un puro atto di vandalismo, rivela ad uno sguardo più attento cortocircuiti concettuali inaspettati e legami profondi con la nozione tradizionale di Arte: la Tag, origine del graffito, è il prodotto di una rielaborazione grafica che porta alla definizione di un’immagine pittorica nuova, segno di unicità ed identità.

Il Writer destruttura il linguaggio e, alla ricerca della bellezza del gesto e del segno, piega i costituenti primari della lingua alla pura iconicità, arrivando talvolta a rendere irriconoscibili i caratteri originari. Il noto adagio latino “verba volant, scripta manent” si inverte quindi per alludere alla capacità dell’espressione artistica di mutare le parole in poesia e librarle nell’immaginazione, mentre l’assonanza tra “scripta” e “Street Art” completa il gioco di parole: la Street Art contrappone quindi all’immanenza della scrittura la trascendenza del segno.

La mostra si apre idealmente con la fase di fondazione della grammatica del fenomeno Street Art a partire dagli anni Ottanta, con contributi di artisti di fama internazionale (approdati a Torino grazie alla collaborazione con la milanese Avantgarden Gallery) come Rammellzee, e prosegue illustrando la sintesi grafica raggiunta da esponenti del movimento tra cui Chaz Bojorquez, Etnik, Galo ed il torinese Opiemme.

La componente muralista alla base della Graffiti Art è celebrata nella realizzazione da parte degli affermati artisti torinesi Truly Design di un’opera anamorfica permanente sulla Terrazza dell’Officina della Scrittura, mentre il collettivo di studenti dell’Accademia Albertina IDROLAB propone un live painting incentrato sul concetto di colore.

Una sezione fotografica documenta infine l’impatto di tali opere sulle metropoli (a Tel Aviv come a Torino) e il profondo legame che esse intessono con il contesto, sia dal punto di vista architettonico, sia da quello sociale e politico, incarnando il bisogno di esprimere e comunicare le idee. Saranno organizzati, inoltre, dei workshop sulla fotografia in collaborazione con Nital che contribuisce a rendere possibile la realizzazione di questo progetto.

La tecnica e l’uso di strumenti ben definiti sono centrali nell’estetica Street Art: le bombolette spray, le vernici acriliche e le aeropenne incarnano filosofie diverse e danno vita ad esiti caratteristici, diventando elementi fondanti dell’opera finita. Si ringraziano Anest Iwata Italia e Filippa Vernici per il fondamentale contributo alla realizzazione della mostra.

Il catalogo della mostra, edito da Gli Ori e disponibile presso il Bookshop, suggella l’originalità e l’importanza scientifica della mostra.

Credits logo della mostra: Betty Amicucci.

 

 

ANTONIO MENEGHETTI / dal 24.02.2017 al 23.07.2017

 

Mostre Antonio Meneghetti

 

Dal 24 febbraio al 23 luglio all’Officina della Scrittura arriva Antonio Meneghetti, artista gioioso, generoso e vitale le cui opere (dipinti, sculture ed oggetti di design) sono caratterizzate da colori e segni in cui si può cogliere l’essenza dell’esistenza stessa. In mostra sono presenti splendidi lavori in vetro di Murano volti a catturare la luce e a “disegnare” con essa. A cura di Ermanno Tedeschi, catalogo generale dell’opera edito da Gli Ori.

 

 

 

 

SCRIPTA VOLANT / dal 15.09.2016 al 15.01.2017

La prima mostra dal titolo Scripta Volant è stata inaugurata inaugurata il 15 settembre ed è durata fino al 15 gennaio 2017. Si è trattato di una collettiva curata da Ermanno Tedeschi e composta da più di 30 artisti che hanno lavorato sulla scrittura e il segno, coinvolgendo noti galleristi, artisti e collezionisti, che generosamente hanno prestato per questa occasione opere più che mai significative.

Tra i principali artisti in mostra c’erano Alighiero Boetti, che deve la sua fama ai lavori dedicati alle mappe del mondo, Carla Accardi con la sua calligrafia pittorica inconfondibile, Emilio Isgrò l’artista della cancellatura che è anche poeta, narratore e drammaturgo, Giorgio Griffa uno dei principali esponenti di quella tendenza chiamata Pittura Analitica caratterizzata da segni e colore, Ezio Gribaudo i cui lavori più conosciuti sono i “logogrifi”, Aldo Mondino artista eclettico per eccellenza, Salvo nella cui arte predominano la ricerca dell’io e l’autocompiacimento narcisistico, Valerio Berruti che crea immagini essenziali ed assolute, affrontando in maniera scrupolosa e concentrata il tema degli affetti , della quotidianità e della memoria, Mattia Moreni che diede avvio alla prorompente stagione informale, gestuale e materica, Tobia Ravà con il suo approccio simbolico attraverso le infinite possibilità combinatorie dei numeri, Antonio Meneghetti fondatore dell’OntoArte, e ancora Carol Rama, Luigi Mainolfi, Jessica Caroll, Raymond Pettibon, Giovanni Albanese, Ugo Nespolo, Arrigo Lora Totino, Lamia Ziadé, Sandro Chia, Nicola De Maria fino ai più contemporanei Barbara Nejrotti e Daniele Basso.

In occasione della mostra è stato pubblicato un catalogo edito da Gli ORI per l’Officina della Scrittura e curato da Paola Gribaudo.